F3 TROVARE E RIPARARE ERRORI VARI IN PENDRIVE USB, MEMORIE ECC CON LINUX

F3 è un software che ci consente di riparare la nostra pendrive USB, memoria SD ecc con Linux, ecco come fare…

 

F3 in Ubuntu Linux
Le memorie SD, microSD, pendrive USB hanno preso il posto dei vecchi CD / DVD consentendoci di avere unostorage portatile con il quale salvare, rimuovere, modificare i nostri file preferiti. Può capitare però che continuando ad utilizzare una pendrdive, memoria SD ecc si rischi di perdere dei dati oppure di trovare lo spazio disponibile inferiore o peggio ancora che la memoria diventi illeggibile a causa di alcuni errori nel file system. Per verificare e soprattutto riparare i più diffusi errori riscontrati in pendrive USB, memorie SD, microSD ecc possiamo utilizzare F3 (Fight Flash Fraud or Fight Fake Flash) ossia la migliore alternativa open source per Linux di H2testw (noto software proprietario disponibile solo per Microsoft Windows.)

F3 è un software open source a riga di comando che fornisce due utili tool indipendenti: f3write e f3read con i quali potremo verificare e correggere vari errori di lettura, scrittura, del file system ecc inclusi in una memoria Flash come ad esempio pendrive USB, microSD ecc.

Il tool f3write riempie l’intera memoria disponibile nella memoria Flash di file da 1 GB denominati 1.h2w, 2.h2w ecc, al termine il software verificherà i file controllando che siano correttamente salvati segnalandoci eventuali errori, oltre ad informazioni varie sullo storage come velocità di lettura, scrittura, ecc.
Il tool f3read verifica invece i vari settori della pendrive correggendone eventuali errori. I due tool sono progetti indipendenti dato che il primo effettua solo una verifica dello stato della nostra memoria, il secondo invece oltre alla verifica ne corregge anche eventuali error.

F3 è un software che ci consente di correggere errori della memoria flash, se questa è inaccessibile non potremo operare in essa e quindi ripristinarla correttamente (in questi caso l’unico rimedio è gettare la pendrive e comprarne una nuova).

f3read in Ubuntu Linux

– INSTALLARE F3

F3 è disponibile nei repository ufficiali delle principali distribuzioni Linux,

Per installare F3 in Debian, Ubuntu e derivate basta digitare da terminale:

sudo apt-get install f3

Per Ubuntu possiamo installare la nuova versione 3.0 di F3 (che include il supporto per Windows/Cygwin e altre migliorie) scaricando i pacchetti debdisponibili in questa pagina.

Per installare F3 in Fedora:

sudo yum install f3

F3 è disponibile per Arch Linux, Manjaro e derivate attraverso AUR.

Al termine dell’installazione basta inserire la pendrive USB, memoria SD ecc da analizzare / riparare, una volta inserita avviamo il file manager e copiamone il percorso (di norma /media/username/ecc) e digitiamo da terminale:

f3read percorso_memoria

esempio per /media/45B9-B05C/ basta digitare:

f3read /media/45B9-B05C/

Per maggiori informazioni su F3 (Fight Flash Fraud or Fight Fake Flash) consiglio di consultare la home page del progetto.

UBUKEY SOFTWARE PER CREARE LA VERSIONE DI UBUNTU PERSONALIZZATA

Vi presentiamo Ubukey software che ci consente di clonare, creare una versione personalizzata di Ubuntu live / installabile.

 

Ubukey in Ubuntu
In questi anni abbiamo presentato diversi software dedicati al backup e alla creazione di una versione di Ubuntu personalizzata da poter condividere con amici, colleghi di lavoro ecc. Tra le più conosciute ed utilizzate applicazioni per la creazione di una versione personalizzata di Ubuntu troviamo Remastersys, Systemback,Rebunt e molti altro ancora. Altro progetto davvero molto interessante èUbukey software open source, sviluppato da alcuni developer francesi, con il quale potremo effettuare il backup della nostra distribuzionein maniera tale da poterla avviare in modalità live da pendrive o dvd, includere personalizzazioni vari e molto altro ancora.

Ubukey ci consente di creare anche una distribuzione completamente tutta nuova partendo dalla versione minimale di Ubuntu e inserendo il nostro ambiente destkop e applicazioni preferite, possiamo creare anche distribuzioni live multi-boot (esempio Ubuntu, Kubuntu, Lubuntu ecc inclusi nella stessa ISO) ecc.

Per la creazione della distribuzione personalizzata troviamo anche l’editor che ci consente di aggiungere nuovi PPA di terze parti, personalizzare lo sfondo, tema ecc e testare il tutto prima ci crearne la ISO.

Ubukey - scelta desktop environemnt

– INSTALLARE UBUKEY

Ubukey è disponibile per Ubuntu e derivate grazie ai pacchetti deb che possiamo scaricare da questa pagina, (in alternativa possiamoutilizzare il nuovo ppa lffl nel quale troveremo applicazioni non incluse nei repository ufficiali di Ubuntu).

Una volta installato, basta avviare Ubukey dal menu al primo avvio dovremo indicare / creare una cartella nella quale verrà creata la nuova distribuzione.

Home Ubukey

XSWIPE GUI SEMPLICE TOOL PER CONFIGURARE LE GESTURE DEL TOUCHPAD IN UBUNTU LINUX

FONTE: http://www.lffl.org/2014/06/xswipe-gui-gesture-touchpad-linux.html

xSwipe GUI è un semplice ed utile software che ci consente di configurare e personalizzare le gesture del touchpad fino al massimo di cinque dita in Linux.
xSwipe GUI
Negli ultimi anni i developer delKernel Linux hanno introdotto moltissime migliorie riguardanti il touchpad. Attualmente è difficile trovare un pc portatile il cui touchpad non sia correttamente supportato da Linux, inoltre nelle principali distribuzioni / ambienti desktop Linux troviamo inclusi di default tool per poterlo configurare al meglio. Possiamo inoltre configurare anche le variegesture del touchpad grazie al nuovo xSwipe GUI. xSwipe GUI è una semplice interfaccia grafica del tool xSwipe con il quale potremoconfigurare / personalizzare le varie gesture del touchpad fino ad un massimo di cinque dita.

Tra le principali caratteristiche di xSwipe GUI troviamo il supporto le varie gesture in Gnome, Ubuntu, Gnome Classic e Pantheon (elementary OS) mentre nella sezione “Altro” troviamo il supporto per XFCE, LXDE, Cinnamon, LXQt, Mate ecc.
Con le varie gesture del touchpad potremo ad esempio cambiare velocemente spazio di lavoro, minimizzare una o tutte le finestre, accedere ad applicazioni preferite ecc, possiamo inoltre personalizzare una scorciatoia da tastiera correlata alla gesture cosi da poterla utilizzare conforme le nostre preferenze.

Semplice e funzionale richiede però l’installazione di xSwipe procedura un po complessa soprattutto se effettuata da nuovi user per questo motivo prima di effettuare un backup completo della nostra distribuzione utilizzando Systemback TimeShift oppure operare da terminale con DD.

– INSTALLARE XSWIPE

Prima di installare xSwipe GUI dovremo installare xSwipe tool a riga di comando che ci consente di configurare le gesture del touchpad.

Per prima cosa installiamo xserver-xorg-input-synaptics e libx11-guitest-perl dipendenze richieste per il corretto utilizzo di xSwipe digitando da terminale:

sudo apt-get install xserver-xorg-input-synaptics libx11-guitest-perl

A questo punto andremo a creare 50-synaptics.conf che consenta di attivare il supporto per multi-gesture digitando da terminale:

sudo mkdir /etc/X11/xorg.conf.d/
sudo nano /etc/X11/xorg.conf.d/50-synaptics.conf

e inseriamo

Section "InputClass"
Identifier "evdev touchpad catchall"
Driver "synaptics"
MatchDevicePath "/dev/input/event*"
MatchIsTouchpad "on"
Option "Protocol" "event"
Option "SHMConfig" "on"
EndSection

e salviamo il tutto con Ctrl + x e poi s

50-synaptics.conf

ora possiamo finalmente installare xSwipe in Ubuntu e derivatedigitando:

cd ~
wget https://github.com/iberianpig/xSwipe/archive/master.zip
unzip master.zip

– INSTALLARE XSWIPE GUI

Per installare xSwipe GUI in Ubuntu e derivate basta scaricare il pacchetto deb disponibile in questa pagina, una volta scaricato basta dare un doppio clock su di esso e confermare l’installazione. Al termine dell’installazione basta avviare xSwipe GUI da menu / dash, si aprirà un wizard d’installazione durante il quale dovremo indicare la cartella xSwipe-master presente sulla nostra home.

xSwipe GUI - Wizard

Al termine del wizard potremo configurare le nostre gesture, una volta salvate dovremo attivare xSwipe digitando da terminale:

perl ~/xSwipe-master/xSwipe.pl

per avviare automaticamente xSwipe (e le gesture del touchpad) all’avvio della nostra distribuzione basta digitare:

sudo nano xSwipe /etc/rc.local

e inseriamo perl ~/xSwipe-master/xSwipe.pl prima di exit 0 come da immagine in basso e salviamo il tutto con Ctrl + X e poi s

 xSwipe  avvio automatico

Ora avremo attivate le gesture del touchpad nella nostra distribuzione.

Possiamo modificare le varie gesture con xSwipe GUI ricordandoci però di riavviare / terminare la sessione per poterle utilizzare.

Ringrazio il nostro lettore Fabio per la creazione e segnalazione di xSwipe GUI

Home xSwipe GUI

CREATE_AP IL NOSTRO PC DIVENTA UN ACCESS POINT GRAZIE AD ARCH LINUX

FONTE: http://www.lffl.org/2014/06/create-ap-arch-linux.html

Attraverso il tool Create AP potremo condividere facilmente la nostra connessione internet Lan o Mobile via Wireless con numerose funzionalità.
Create_AP in Arch Linux
Nei mesi scorsi abbiamo rilasciato alcune guide dedicate alla condivisione della nostra connessione internet via wireless utilizzando network manager sia in Gnome KDE. E’ possibile condividere la nostra connessione internet mobile oppure ethernet via Wireless anche grazie altool Ap-hotspot-GUI, per gli user Arch Linux è disponibile ancheCreate_AP interessante soluzione inclusa di default in ArchAssault. Create_AP è un tool open source sviluppato, da alcuni developer ArchAssault, con il quale il nostro personal computer diventa uncompleto access ponti o bridge per condividere facilmente la nostra connessione internet, file ecc.

Il Create_AP ci consente di creare una connessione Wireless personalizzabile con la quale accedere da device mobili, console e altri pc, con tanto di supporto per WPA, WPA2, WPA/WPA2 e IEEE 802.11n e altre utili funzionalità.

– INSTALLARE CREATE_AP

Create_AP è un tool incluso nei repository ufficiali di ArchAssault, possiamo installarlo compilando i sorgenti oppure facilmente da AUR.

In alternativa abbiamo già creato il pacchetto any.pkg.tar.xz che ci consente di installare facilmente Create_AP in Arch Linux, Manjaro e derivate, basta semplicemente digitare da terminale:

cd /tmp/
wget http://sourceforge.net/projects/linuxfreedomfor/files/ArchLinux/create_ap-git-1-any.pkg.tar.xz
sudo pacman -U create_ap-git-1-any.pkg.tar.xz

a questo punto possiamo condividere la nostra connessione internet digitando:

create_ap wlan0 eth0 MyAccessPoint

il comando andrà a creare una connessione Wifi condividendo la connessione internet via lan con SSID MyAccessPoint

per creare una connessione Wifi con WPA + WPA2 basta digitare:

create_ap wlan0 eth0 MyAccessPoint MyPassPhrase

dove al posto di MyAccessPoint inseriremo la SSID da dare e in MyPassPhrase la password d’accesso

Per conoscere in dettagli tutte le opzioni / features di Create_AP basta digitare da terminale:

create_ap -h

Home Create_AP

XUBUNTU IN UN PC DATATO, ECCO COME VELOCIZZARLO

FONTE: http://www.lffl.org/2014/06/xubuntu-in-un-pc-datato-ecco-come.html

In questa guida vedremo come rendere più veloce e reattivo Xubuntu Linux installato in un personal computer datato

 

Xubuntu
Xubuntu è una delle più apprezzate derivate ufficiali di Ubuntu Linux, il successo del progetto è dovuto principalmente alla stabilità, leggerezza e funzionalità di XFCE unità alle qualità, ottimizzazioni ecc fornite dalla distribuzione supportata da Canonical. Gli sviluppatori Xubuntu hanno lavorato molto negli ultimi anni per rendere la derivata più completa, funzionale e bella da vedere grazie ad un tema e set d’icone dedicato, alcuni tool dedicati (come ad esempio Theme Configuration) ecc. Xubuntu è un’ottima distribuzione che possiamo installare sia in personal computer recenti che datati, nel secondo caso potremo velocizzare la distribuzione alleggerendola e migliorandone i carichi di cpu e ram.

La guida è stata testata su un mio nettop con Intel Atom 330 e 1 GB di memoria RAM nel quale ho recentemente installato Xubuntu 14.04 Trusty distribuzione che funziona egregiamente post-installazione, basta però avviare Firefox ed ad esempio Radio Tray per notare un netto rallentamento del sistema.

Per velocizzare Xubuntu il mio consiglio è quello di disattivare il “compositore”, non avremo più trasparenze e ombre delle finestre ma la nostra distribuzione sarà molto più veloce e reattiva.
Dal Menu accediamo alle impostazioni di sistema e andiamo nella sezione Regolazioni del gestore delle finestre e clicchiamo sulla tab Compositoree togliamo la spunta in “abilita la visualizzazione composita” come da immagine in basso.

Xubuntu - disattivare il compositore

A questo punto consiglio di migliorare la gestione della Ram e Swap attivando ZRam ZSwap:

– Attivare ZRam in Xubuntu:

ZRam è un modulo incluso nel kernel Linux sviluppato per migliorare le performance del nostro sistema comprimendo alcuni blocchi di Ram, per attivarlo basta digitare da terminale:

sudo apt-get install zram-config

al termine dell’installazione basta riavviare la distribuzione.

– Attivare ZSwap in Xubuntu:

ZSwap è un modulo del Kernel che va a comprimere la memoria per evitare lo swapping sul disco velocizzando quindi il nostro sistema. ZSwap è tool indicato per pc desktop e portatili datati migliorandone i carichi rendendolo più veloce e reattivo.

Per attivare ZSwap basta digitare da terminale

sudo nano /etc/default/grub

e inseriamo nella riga GRUB_CMDLINE_LINUX_DEFAULT:”quest splash” il comando zswap.enabled=1 che consente di attivare ZSwap all’avvio il risultato sarà come da immagine in basso:

Xubuntu - Attivare ZSwap da Grub

salviamo il tutto cliccando su Ctrl + x e poi S e aggiorniamo il Bootloader Grub digitando da terminale:

sudo update-grub

ora possiamo riavviare.

Al riavvio potremo verificare di aver attivato ZSwap digitando da terminale:

dmesg | grep zswap

volendo possiamo verificare di aver attivato ZRam digitando:

dmesg | grep zram

il risultato dovrebbe essere simile all’immagine in basso:

Xubuntu - Verifica attivazione ZSwap e ZRam

Con ZRam e ZSwap noteremo dei miglioramenti soprattutto durante la navigazione con Firefox, all’avvio di applicazioni come Gimp ecc.

Altro consiglio per recuperare RAM è quello di rimuovere il software che non utilizziamo, avviando il monitor di sistema ho notato cheBlueMan, il gestore del bluetooth richiede ai 30 ai 50 MB di memoria RAM anche su pc come il mio che non dispone di alcun modulo Bluetooth, in questo caso basta semplicemente rimuoverlo digitando:

sudo apt-get remove blueman 

e riavviamo.
Al termine della procedura il NetTop con il vecchio Intel Atom e Xubuntu sembra finalmente funzionare egregiamente anche con solo 1 GB di RAM.

Tempo a precisare che sono solo consigli, la guida non obbliga nessun utente ad eseguire queste operazioni, ne consiglio inoltre l’utilizzo solo in pc datati, difficilmente noterete migliorie con ram superiore ai 2GB e con processori Intel Core o AMD di nuova generazione.

Installazione di Windows: installazione tramite lo stile di partizione MBR o GPT

FONTE: http://technet.microsoft.com/it-it/library/dn336946.aspx

Installazione di Windows: installazione tramite lo stile di partizione MBR o GPT

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Quando installi Windows su PC basati su UEFI mediante Installazione di Windows, lo stile della partizione del disco rigido deve essere impostato per supportare la modalità UEFI oppure la modalità legacy compatibile con BIOS.

Ad esempio, se ricevi il messaggio di errore “Impossibile installare Windows nel disco. Per il disco selezionato è impostato un tipo di partizione GPT”, è perché il PC è avviato in modalità UEFI ma il disco rigido non è configurato per la modalità UEFI. Hai diverse opzioni:

  1. Riavvia il PC in modalità legacy compatibile con BIOS. Questa opzione consente di mantenere lo stile di partizione esistente. Per altre informazioni, vedi Eseguire l’avvio in modalità UEFI o in modalità BIOS legacy.
  2. Riformattare l’unità per UEFI usando lo stile di partizione GPT. Questa opzione consente di usare le funzionalità firmware UEFI del PC.

In Installazione di Windows, premere Maiusc+F10 per aprire una finestra del prompt dei comandi.

Riformattare l’unità:

  • Modalità UEFI: usare DiskPart per pulire l’unità e convertirla nello stile partizione GPT:
    diskpart
    list disk
    select disk <disk number>
    clean
    convert gpt
    exit
    
  • Modalità legacy compatibile con BIOS: usare DiskPart per pulire l’unità e usare lo stile di partizione predefinito (MBR):
    diskpart
    list disk
    select disk <disk number>
    clean
    exit
    

A questo punto puoi chiudere la finestra del prompt dei comandi e quindi continuare l’installazione con Installazione di Windows.

Prendi in considerazione l’esecuzione di Installazione di Windows attraverso Windows PE e usa uno script per rilevare la modalità corrente prima di installare Windows. Per altre info, vedi Avviare Windows PE in modalità UEFI o BIOS legacy.

UBUNTU: UNIRE, DIVIDERE, ESTRARRE IMMAGINI ECC DOCUMENTI PDF DA TERMINALE CON POPPLER UTILS

In questa guida vedremo come possiamo operare facilmente un documento PDF da terminale Linux grazie alla raccolta di strumenti Poppler Utils

 

Poppler Utils in Ubuntu Linux
La maggior parte delle distribuzioni Linux forniscono il supporto per la riproduzione di documenti in formato PDF. Possiamo inoltre crearli grazie anche alla stampante “virtuale” inclusa di default in molte distribuzioni Linux (compreso Ubuntu e derivate) operare in PDF grazie a numerose applicazioni e tool dedicati come ad esempio Poppler Utils.
Preinstallata in Ubuntu e molte altre distribuzioni Linux, Poppler Utils ci consente di poter unire, dividere, estrarre immagini, testo ecc  da documento PDF con estrema facilità direttamente dal nostro terminale.


Poppler Utils è una raccolta di strumenti open source per editare documenti PDF che include:

  • pdffonts – strumento per analizzatore tipi di font presenti in un PDF
  • pdfimages – estrattore di immagini da PDF
  • pdfinfo – informazioni su documenti,
  • pdfseparate – strumento di estrazione di pagine,
  • pdftocairo – convertitore da PDF a PNG/JPEG/PDF/PS/EPS/SVG
  • pdftohtml – convertitore da PDF a HTML,
  • pdftoppm – convertitore di PDF in immagini PPM/PNG/JPEG,
  • pdftops – convertitore da PDF a PostScript (PS),
  • pdftotext – estrattore testo
  • pdfunite – strumento per unione di documenti

Semplice e davvero molto utile, con Poppler Utils possiamo facilmente unire due o più documenti PDF semplicemente digitando:

pdfunite in1.pdf in2.pdf pdfcompleto.pdf

dove al posto di in1.pdf in2.pdf ecc metteremo i nomi dei documenti da unire per ultimo dovremo inserire il nome del documento finale con .pdf.

per dividere un documento in più pagina basta digitare:

pdfseparate -f 2 -l 4 in.pdf pagina%d.pdf

dove dovremo inserire in in.pdf il documento da elaborare in -f il numero della pagina dalla quale iniziare la separazione e -l la pagina finale ed infine il comando pagina%d.pdf.

se vogliamo convertire un documento PDF in HTML ad esempio basta digitare:

pdftohtml lffl.pdf lffl.html

e cosi via.

Poppler Utils è un tool già incluso in Ubuntu possiamo verificarlo digitando:

sudo apt-get install poppler-utils 

Per installare Poppler Utils in Fedora:

sudo yum install poppler-utils 

Per installare Poppler Utils in Arch Linux:

sudo pacman -Sy poppler

Home Poppler

Installare Oracle Java su Ubuntu e derivate

FONTE: http://it.wikihow.com/Installa-Oracle-Java-su-Linux-Ubuntu

Come Installa Oracle Java su Linux Ubuntu

Facoltativo: Come Abilitare Java Oracle nel Tuo Browser Web

Modificato da WikiHow tradurre, Ciccio Veronese

Questa guida ti illustrerà come installare il JDK/JRE di Java 7 di Oracle a 32 o 64 bit su sistemi operativi Ubuntu a 32 o 64 bit. Queste istruzioni funzioneranno anche per Debian e Linux Mint.

Passaggi

  1. 1

    Controlla se l’architettura del tuo sistema operativo Ubuntu Linux è a 32 o 64 bit. Per farlo, apri un terminale ed esegui il comando seguente.

    • Digita/Copia/Incolla: file /sbin/init
      • Nota la versione dei tuo sistema operativo, se a 32 o 64 bit.

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  2. 2

    Verifica se Java è installato sul tuo sistema. Per farlo dovrai eseguire il comando versione di Java dal terminale.

    • Apri un terminale ed inserisci il comando seguente:
      • Digita/Copia/Incolla: java -version
    • Se hai OpenJDK installato sul tuo sistema, otterrai una risposta come questa:
      • java version “1.7.0_15”
        OpenJDK Runtime Environment (IcedTea6 1.10pre) (7b15~pre1-0lucid1)
        OpenJDK 64-Bit Server VM (build 19.0-b09, mixed mode)
    • Se hai la OpenJDK installata sul tuo sistema, non è la versione adatta a questa guida.
  3. 3

    Rimuovi completamente l’OpenJDK o JRE dal tuo sistema e crea una directory che possa contenere i binaries di Java JDK o JRE di Oracle. Questo impedirà conflitti di sistema e confusioni tra le diverse versioni di Java. Ad esempio, se hai OpenJDK o JRE installati sul tuo sistema, puoi rimuoverli inserendo il comando seguente:

    • Digita/Copia/Incolla: sudo apt-get purge openjdk-\*
      • Questo comando rimuoverà completamente OpenJDK o JRE dal tuo sistema.
    • Digita/Copia/Incolla: sudo mkdir -p /usr/local/java
      • Questo comando creerà una cartella per contenere le binaries di Java JDK o JRE di Oracle.
  4. 4

    Scarica il JDK o il JRE di Java di Oracle per Linux. Assicurati di scegliere le binaries compresse corrette per l’architettura del tuo sistema, a 32 o 64 bit.

    • (Facoltativo) Scarica la documentazione di JDK o JRE di Java di Oracle.
      • Seleziona jdk-7u21-apidocs.zip
    • Informazione importante: le binaries di Java a 64 bit non funzionano sui sistemi operativi Linux Ubuntu a 32 bit. Riceverai molteplici messaggi di errori se tenterai di installare la versione a 64 bit di Java su un sistema Ubuntu a 32 bit.
  5. 5

    Copia le binaries di Java nella cartella /usr/local/java. Nella maggior parte dei casi le binaries di Java sono scaricate in: /home/“il_tuo_nome_utente”/Downloads.

    • Istruzioni di installazione per Java a 32 bit su Ubuntu a 32 bit:
      • Digita/Copia/Incolla: cd /home/“your_user_name”/Downloads
      • Digita/Copia/Incolla: sudo -s cp -r jdk-7u21-linux-i586.tar.gz /usr/local/java
      • Digita/Copia/Incolla: sudo -s cp -r jre-7u21-linux-i586.tar.gz /usr/local/java
      • Digita/Copia/Incolla: cd /usr/local/java
    • Istruzioni di installazione per Java a 64 bit su Ubuntu a 64 bit:
      • Digita/Copia/Incolla: cd /home/“your_user_name”/Downloads
      • Digita/Copia/Incolla: sudo -s cp -r jdk-7u21-linux-x64.tar.gz /usr/local/java
      • Digita/Copia/Incolla: sudo -s cp -r jre-7u21-linux-x64.tar.gz /usr/local/java
      • Digita/Copia/Incolla: cd /usr/local/java
  6. 6

    Decomprimi le binaries di Java compresse, nella cartella /usr/local/java.

    • Istruzioni di installazione per Java a 32 bit su Ubuntu a 32 bit:
      • Digita/Copia/Incolla: sudo -s tar xvzf jdk-7u21-linux-i586.tar.gz
      • Digita/Copia/Incolla: sudo -s tar xvzf jre-7u21-linux-i586.tar.gz
    • Istruzioni di installazione per Java a 64 bit su Ubuntu a 64 bit:
      • Digita/Copia/Incolla: sudo -s tar xvzf jdk-7u21-linux-x64.tar.gz
      • Digita/Copia/Incolla: sudo -s tar xvzf jre-7u21-linux-x64.tar.gz
  7. 7

    Controlla di nuovo le cartelle. A questo punto dovresti avere due cartelle binarie non compresse in /usr/local/java per Java JDK e JRE, elencate come:

    • Digita/Copia/Incolla: ls -a
    • jdk1.7.0_21
    • jre1.7.0_21
  8. 8

    Modifica il file PATH del sistema /etc/profile e aggiungi le seguenti variabili di sistema al percorso di sistema. Usa nano, gedit o qualunqe altro editor di testo come root, e apri /etc/profile.

    • Digita/Copia/Incolla: sudo gedit /etc/profile
    • o
    • Digita/Copia/Incolla: sudo nano /etc/profile
  9. 9

    Scorri fino alla file del file con le frecce e aggiungi le seguenti linee sotto la fine del tuo file /etc/profile:

    • Digita/Copia/Incolla:

      JAVA_HOME=/usr/local/java/jdk1.7.0_21
      PATH=$PATH:$HOME/bin:$JAVA_HOME/bin
      JRE_HOME=/usr/local/java/jre1.7.0_21
      PATH=$PATH:$HOME/bin:$JRE_HOME/bin
      export JAVA_HOME
      export JRE_HOME
      export PATH

  10. 10

    Salva il file /etc/profile ed esci

  11. 11

    Informa Ubuntu di dove è posizionato il JDK o JRE di Java. Questo dirà al sistema che la nuova versione di Java è pronta all’uso.

    • Digita/Copia/Incolla: sudo update-alternatives –install “/usr/bin/java” “java” “/usr/local/java/jre1.7.0_21/bin/java” 1
      • Questo commando comunica al sistema che il JRE di Java è pronto all’uso.
    • Digita/Copia/Incolla: sudo update-alternatives –install “/usr/bin/javac” “javac” “/usr/local/java/jdk1.7.0_21/bin/javac” 1
      • Questo commando comunica al sistema che il JDK di Java è pronto all’uso.
    • Digita/Copia/Incolla: sudo update-alternatives –install “/usr/bin/javaws” “javaws” “/usr/local/java/jre1.7.0_21/bin/javaws” 1
      • Questo comando comunica al sistema che il Web Start di Java è pronto all’uso.
  12. 12

    Comunica a Ubuntu che il JDK o il JRE di Java deve essere il Java predefinito.

    • Digita/Copia/Incolla: sudo update-alternatives –set java /usr/local/java/jre1.7.0_21/bin/java
      • Questo comando imposterà l’ambiente per le runtime di Java per il sistema.
    • Digita/Copia/Incolla: sudo update-alternatives –set javac /usr/local/java/jdk1.7.0_21/bin/javac
      • Questo comando il compiler javac per il sistema
    • Digita/Copia/Incolla: sudo update-alternatives –set javaws /usr/local/java/jre1.7.0_21/bin/javaws
      • Questo comando imposterà il Web Start di Java per il sistema.
  13. 13

    Ricarica il PATH /etc/profile del sistema digitando il comando seguente:

    • Digita/Copia/Incolla: . /etc/profile
    • Nota che il file /etc/profile PATH di sistema si ricaricherà dopo il riavvio di Ubuntu.

Esegui un test per verificare se Java di Oracle è stato installato correttamente nel tuo sistema. Esegui i comandi seguenti e prendi nota della versione di Java:

  1. 1

    Per verificare se l’installazione di Java a 32 bit ha avuto successo digita il comando seguente:

    • Digita/Copia/Incolla: java -version
      • Questo comando mostrerà la versione di Java che viene eseguita dal tuo sistema.
    • Dovresti ricevere un messaggio che riporterà
      • java version “1.7.0_21”
        Java(TM) SE Runtime Environment (build 1.7.0_21-b21)
        Java HotSpot(TM) Server VM (build 23.1-b03, mixed mode)
    • Digita/Copia/Incolla: javac -version
      • Questo comando ti farà sapere se adesso puoi eseguire la compilazione dei programmi Java dal terminal.
    • Dovresti ricevere un messaggio che riporterà.
      • javac 1.7.0_21
  2. 2

    Per verificare se l’installazione di Java a 64 bit ha avuto successo digita il comando seguente:

    • Digita/Copia/Incolla: java -version
      • Questo comando mostrerà la versione di Java che viene eseguita dal tuo sistema.
    • Dovresti ricevere un messaggio che riporterà.
      • java version “1.7.0_21”
        Java(TM) SE Runtime Environment (build 1.7.0_21-b21)
        Java HotSpot(TM) 64-Bit Server VM (build 23.6-b04, mixed mode)
    • Digita/Copia/Incolla: javac -version
      • Questo comando ti farà sapere se adesso puoi eseguire la compilazione dei programmi Java dal terminal.
    • Dovresti ricevere un messaggio che riporterà.
      • javac 1.7.0_21
  3. 3

    Congratulazioni, hai installato Java Oracle sul tuo sistema Linux. Adesso riavvia Ubuntu. In seguito, il tuo sistema sarà completamente configurato per eseguire e sviluppare programmi Java.

Facoltativo: Come Abilitare Java Oracle nel Tuo Browser Web

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    Per abilitare il plug-in di Java nel tuo browser dovrai realizzare un collegamento simbolico dalla cartella dei plug-in del tuo browser alla posizione del plug-in di Java incluso nell’installazione di Java.

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Nota Importante: fai attenzione quando abiliti Java 7 nel tuo browser, perché esistono molti problemi di sicurezza legati a questa operazione. Abilitando Java 7 sul tuo browser darai la possibilità ai malintenzionati di penetrare nel tuo sistema grazie a difetti del sistema di sicurezza. Per maggiori informazioni sui problemi di sicurezza di Java visita il sito seguente:Java Tester

Google Chrome

Istruzioni per Java di Oracle a 32 Bit:

  1. Impartisci il seguente comando.
    • Digita/Copia/Incolla: sudo mkdir -p /opt/google/chrome/plugins
      • Questo servirà a creare una cartella chiamata /opt/google/chrome/plugins.
    • Digita/Incolla/Copia: cd /opt/google/chrome/plugins
      • Questo modificherà la cartella attuale nella cartella dei plug-in di Chrome.
    • Digita/Incolla/Copia: sudo ln -s /usr/local/java/jre1.7.0_21/lib/i386/libnpjp2.so
      • Questo creerà un collegamento simbolico dal plug-in JRE di Javalibnpjp2.so al tuo browser Google Chrome.

Istruzioni per Java di Oracle a 64 Bit:

  1. Impartisci il seguente comando.
    • Digita/Copia/Incolla: sudo mkdir -p /opt/google/chrome/plugins
      • Questo servirà a creare una cartella chiamata /opt/google/chrome/plugins.
    • Digita/Incolla/Copia: cd /opt/google/chrome/plugins
      • Questo modificherà la cartella attuale nella cartella dei plug-in di Chrome.
    • Digita/Incolla/Copia: sudo ln -s /usr/local/java/jre1.7.0_21/lib/amd64/libnpjp2.so
      • Questo creerà un collegamento simbolico dal plug-in JRE di Javalibnpjp2.so al tuo browser Google Chrome.

Promemoria

  1. Nota: In alcuni casi quando impartisci il comando riportato sopra potresti ricevere un messaggio che recita:
    • ln: creating symbolic link `./libnpjp2.so’: File exists
    • Per correggere questo semplice problema rimuovi il collegamento simbolico precedente usando il comando seguente:
    • Digita/Copia/Incolla: cd /opt/google/chrome/plugins
    • Digita/Copia/Incolla: sudo rm -rf libnpjp2.so
    • Assicurati di essere nella directory /opt/google/chrome/plugins prima di eseguire il comando.
  2. Riavvia il tuo browser e vai su Java Tester per verificare che Java funzioni.

Mozilla Firefox

Istruzioni per Java di Oracle a 32 Bit:

  1. Impartisci il seguente comando.
    • Digita/Incolla/Copia: cd /usr/lib/mozilla/plugins
      • Questo modificherà la cartella in /usr/lib/mozilla/plugins, crea questa cartella se non esiste.
    • Digita/Incolla/Copia: sudo mkdir -p /usr/lib/mozilla/plugins
      • Questo creerà la cartella /usr/lib/mozilla/plugins. Assicurati di trovarti in quella cartella prima di creare il collegamento simbolico.
    • Digita/Incolla/Copia: sudo ln -s /usr/local/java/jre1.7.0_21/lib/i386/libnpjp2.so
      • Questo creerà un collegamento simbolico dal plug-in JRE di Javalibnpjp2.so al tuo browser Mozilla Firefox.

Istruzioni per Java di Oracle a 64 Bit:

  1. Impartisci il seguente comando.
    • Digita/Incolla/Copia: cd /usr/lib/mozilla/plugins
      • Questo modificherà la cartella in /usr/lib/mozilla/plugins, crea questa cartella se non esiste.
    • Digita/Incolla/Copia: sudo mkdir -p /usr/lib/mozilla/plugins
      • Questo creerà la cartella /usr/lib/mozilla/plugins. Assicurati di trovarti in quella cartella prima di creare il collegamento simbolico.
    • Digita/Incolla/Copia: sudo ln -s /usr/local/java/jre1.7.0_21/lib/amd64/libnpjp2.so
      • Questo creerà un collegamento simbolico dal plug-in JRE di Javalibnpjp2.so al tuo browser Mozilla Firefox.

Promemoria

  1. Nota: in alcuni casi quando impartisci il comando riportato sopra potresti ricevere un messaggio che recita:
    • ln: creating symbolic link `./libnpjp2.so’: File exists
    • Per correggere questo semplice problema rimuovi il collegamento simbolico precedente usando il comando seguente:
    • Digita/Copia/Incolla: cd /usr/lib/mozilla/plugins
    • Digita/Copia/Incolla: sudo rm -rf libnpjp2.so
    • Assicurati di essere nella directory /usr/lib/mozilla/plugins prima di eseguire il comando.
  2. Riavvia il tuo browser e vai su Java Tester per verificare che Java funzioni.

Consigli

  • Con Ubuntu, hai la possibilità di scegliere se usare OpenJDK, una versione gratuita e open-source del linguaggio di programmazione Java, o di usare il JDK e il JRE di Oracle. Alcune persone preferiscono usare Java di Oracle (perché si tratta della versione più aggiornata di Java, curata direttamente dagli sviluppatori della tecnologia).
  • Tieni presente che Oracle corregge i problemi di sicurezza e i bug in ogni nuova versione di Java. Quando installi Java sul tuo sistema, fai attenzione alle variazioni del numero di versione.
  • Questo documento può subire continue revisione perché Oracle in alcuni casi cambia i metodi di installazione delle binaries di Java.

Risolvere problemi driver stampante hp con Ubuntu 11.10

FONTEhttp://ubuntuforums.org/showthread.php?t=1862055

 

1. Install hplip Toolbox (just search for it from Ubuntu Software Center)
2. Then download the HPLIP-3.11.10 Plug-in, I found it here: http://hplipopensource.com/hplip-web…_download.html (otherwise just search for “hplip-3.11.10-plugin.run” using google)
3. run sudo hp-setup
4. Leave the Connection (I/O) type at USB
5. With your printer conntected and on, it should show up in the list => Next
6. Instead of downloading the plugin automatically (which does currently not work), you can choose the location of the hplip-3.11.10-plugin.run file which you downloaded earlier, then click next
7. It will install, then add the printer

5 Siti dove possiamo scaricare e installare Font Open Source

FONTE: http://www.lffl.org/2012/10/5-siti-dove-possiamo-scaricare-e.html

 

5 Siti dove possiamo scaricare e installare Font Open Source

 

La maggior parte delle distribuzioni Linux offrono già di default alcuni font preinstallati il tutto per migliorare l’integrazione con l’ambiente desktop.
Possiamo inoltre integrare nuovi font per poterli utilizzare nella creazione di un documento e impostarli nel nostro ambiente desktop, per farlo possiamo utilizzare gli altri font disponibili nei repository ufficiali oppure cercare in internet nuovo font adatti alle nostre esigenze.
Come per le applicazioni anche i font vengono rilasciati con varie licenze alcuni sono gratuiti e rilasciati con licenza Creative Commons altri proprietari e a pagamento,
Oggi di segnaleremo 5 siti dove possiamo trovare Font open source scaricabili e installabili senza problemi nel nostro sistema operativo:

 

1- Google Web Fonts

Google Web Fonts è una collezione di font finalizzati per l’integrazione in siti Web tramite l’Api di Google Web Font.
I font presenti su Google Web Fonts sono costantemente aggiornati e catalogati per una facile ricerca e utilizzo.
2 – The League of Movable Type
The League of Movable Type è in sito fondato da due web designer per innalzare gli standard del web design. Il sito offre una collezione di font open source di alta qualità, ogni carattere è dimostrato attraverso una serie di esempi di design grafico. Permette anche di aggiungere nuovi progetti di nuovi designer.
3 – The Open Font Library
The Open Font Library è un sito dedicato alla condivisione e promozione di font rilasciati esclusivamente con licenze free o open source.
Recentemente ha subito un restyling completo del sito anche grazie al contributo della Mozilla Fondation e altre famose aziende. Paricolarità del sito è la possibilità di conoscere i processi di progettazione del tipo di carattere.
4 – Free Font Manifesto
Free Font Manifesto è un sito nato da alcuni designer dedicato alla creazione e condivisione di caratteri tipografici per il pubblico dominio. Questi designer e progettisti stanno partecipando nel più ampio movimento open source e copyleft cercando di stimolare la creatività in tutto il mondo tramite una sorta di informazione collettiva.
5 – Vitaly Friedman’s Font List
Vitaly Friedman’s Font List è una raccolta di font liberi di alta qualità. La maggior parte dei caratteri presentati sono assolutamente privi di licenza che significa che possiamo utilizzarli per fini privati, personali e commerciali senza limitazioni di alcun tipo.
Per installare i nuovi font una volta scaricati su Linux basta consultare questa guida.
Se averete altri siti di raccolte di font open source potete segnalarceli semplicemente commentando questo articolo.