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INSTALLARE UBUNTU CON ONE BUTTON INSTALLER – OBI

FONTE: http://www.lffl.org/2014/10/installare-ubuntu-con-one-button-installer-obi.html

Vi presentiamo OBI (One Button Installer), tool per installare facilmente Ubuntu o una derivata sul nostro personal computer.

 

Ubuntu One Button Installer - OBI
Canonical ha lavorato molto in questi anni per rendere Ubuntu non solo più completo e sicuro ma anche facile da installare, configurare ed utilizzare. L’installer di Ubuntu è molto semplice ed intuitivo in maniera tale da poter essere utilizzato anche da utenti inesperti. Per utenti esperti, assemblatori o semplicemente per chi non ama l’installer di Ubuntu è disponibile anche One Button Installer (OBI)tool che include script per facilitare l’installazione di Ubuntu o una derivata sul pc o in una pendrive, hard disk esterno ecc. One Button Installer è un tool che possiamo avviare da qualsiasi distribuzione Live oppure da una livecd dedicata (è disponibile anche una macchina virtuale per testare OBI in VirtualBox), che ci consente di installare anche versioni “particolari” di Ubuntu come ad esempioLubuntu con Kernel non-pae (per maggiori informazioni).

Da notare inoltre che con OBI potremo installare Ubuntu o una derivata in una pendrive USB come se fosse installato installato su un normale hard disk, le varie distribuzioni / release sono disponibili in vari tarball scaricabili da questa pagina oppure direttamente da One Button Installer.

Semplice e funzionale One Button Installer dispone di release OEM per facilitare l’installazione di Ubuntu o una derivata da parte di aziende, assemblatori, ecc. Il tool dispone anche di utility per ripristinare / impostare bootloader, gestire le varie distribuzioni ecc.

Ecco alcune immagini del nostro test di Ubuntu One Button Installer:

Ubuntu One Button Installer . Menu
Ubuntu One Button Installer  – Menu
Ubuntu One Button Installer - selezione tarballs
Ubuntu One Button Installer – selezione tarballs / distribuzioni
Ubuntu One Button Installer - Boot ISO
Ubuntu One Button Installer – Boot ISO

Ricordo che One Button Installer – OBI è un tool consigliato per utenti esperti oppure per installare Ubuntu in modalità persistente in una pendrive da 4 o 8 GB, in questo caso basta scaricare la distribuzione da questa pagina e salvarla con DD o Win32 Disk Imager se utilizziamo Windows.

Per maggiori informazioni su One Button Installer – OBI consiglio di consultarela pagina dedicata dal Wiki ufficiale di Ubuntu.

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SARDU MULTI BOOT BUILDER CREARE UNA ISO O PENDRIVE USB CON PIÙ DISTRIBUZIONI LINUX

FONTE: http://www.lffl.org/2014/10/sardu-multi-boot-builder-creare-una-iso-o-pendrive-usb-con-piu-distribuzioni-linux.html

SARDU Multi Boot builder è un software per Microsoft Windows che ci consente di creare una ISO o una pendrive USB con include più distribuzioni Linux.
SARDU Multi Boot builder
Nei giorni scorsi abbiamo presentato YUMI – Multiboot USB Creator, software che ci consente di creare pendrive USB con più distribuzioni Linux da avviare direttamente al boot tramite un bootloader personalizzato. Grazie alla segnalazione del nostro lettore Ancucchi vogliamo presentarvi un progetto italiano denominato SARDUcon caratteristiche molto simili a YUMI. SARDU Multi Boot builder è un software per Windows (rilasciato con licenza GNU) che ci consente di creare una pendrive USB o immagine ISO con più distribuzioni / sistemi operativi accessibili tramite una bootloader personalizzato. Con SARDU potremo creare una pendrive o ISO con le nostre distribuzioni Linux preferite che possiamo scaricare direttamente dal software (include perfino un download manager e accesso alle più diffuse distribuzioni Linux con un elenco costantemente aggiornato).

SARDU Multi Boot builder consente di creare pendrive con Microsoft Windowsoppure l’avvio di vari ed utili tools come ad esempio PhotoRec e Testdisk per recuperare file, vari Boot Manager (SuperGrubDisk 1 / 2 e PLoP), Memtest per testare la memoria RAM, LiloPwd ecc. Dalla sezione Antivirus potremo includere anche live di vari antivirus da poter avviare al boot in alternativa a varie distro Linux.

SARDU Multi Boot builder

Semplice e davvero molto completo, SARDU Multi Boot builder è un software molto utile per gli utenti Windows che vogliono testare Linux creando magari pendrive o ISO contenenti varie distribuzioni in maniera tale da poter scegliere quella preferita. Da notare inoltre che SARDU Multi Boot builder è un software portable che non richiede alcuna installazione, basta estrarre il file e avviare il software.

Complimenti agli sviluppatori del progetto SARDU Multi Boot sperando che arrivi presto anche una versione nativa per Linux.

INVIARE FILE TRA PC LINUX ATTRAVERSO SSH

FONTE: http://www.lffl.org/2014/09/inviare-file-tra-pc-linux-attraverso-ssh.html

In questa giuda vedremo come inviare facilmente tra varie distribuzioni Linux semplicemente utilizzando SSH.

 

invio file tramite ssh / scp
Sono molti gli utenti Linux che quotidianamente utilizzano SSH (Secure shell) protocollo di rete con il quale è possibile accedere da remoto al nostro sistema operativo.
Possiamo ad esempio utilizzare il protocollo SSH per accedere a terminale da remoto attraverso un device mobile, oppure accedere al terminale direttamente dal nostro browser senza o con estensioni di terze parti. Con SSH possiamo inoltre inviare file tra vari pc, funzionalità molto utile che ci consente di evitare applicazioni dedicate come ad esempio Dukto, Transer on Lan ecc.

Per poter trasferire file tra vari pc bisogna aver installato SSH e e conoscere l’indirizzo IP del pc che riceverà il file per farlo. Per recuperare il nostro indirizzo IP basta cliccare con il tasto destro sul collegamento nel pannello di Network Manager (l’applet per accedere / configurare internet) e cliccare su Informazioni connessione. Quello che a noi serve è l’indirizzo IP il primo sotto IPv4, in alternativa basta digitare ifconfig da terminale.

Una volta ottenuto l’indirizzo IP dobbiamo verificare di aver installato SSH nei due pc, per Debian, Ubuntu e derivate basta digitare da terminale:

sudo apt-get install ssh 

al termine dell’installazione il comando da dare è

scp filedainviare userpc@ip:filericevuto

esempio se vogliamo inviare il file lffl.txt al pc con username lffl e ip 123.456.789 e salvarlo nella cartella Documenti dovrò digitare:

scp lffl.txt lffl@123.456.789:~/Home/lffl/Documenti/lffl.txt

una volta dato il comando dovremo inserire la password di root del pc nel quale inviare il file.

scp opzioni

Possiamo scoprire tutte le opzioni del comando scp digitando:

scp -h

 

STRESS-NG UTILE TOOL PER STRESSARE CPU, RAM HARD DISK CON LINUX

 
stress-ng è un tool con il quale potremo “stressare” il processore, ram, hard disk, sdd, ecc del nostro personal computer da terminale Linux.

 

stress-ng in Ubuntu
Sono molti gli utenti che utilizzanosoftware per “stressare” il personal computer, utile operazione che consente di assicurarsi che il proprio pc rimanga stabile e affidabile in qualsiasi tipologia d’utilizzo.
Grazie a questi tool potremo quindi mettere a dura prova il nostro pc, dal processore, scheda grafica, hard disk ecc per verificare che tutto funzioni correttamente.
Un’utile tool per “stressare” il nostro pc con Linux si chiama stress-ng, progetto open source sviluppato dai developer Ubuntu dedicati almantenimento del Kernel Linux.

stress-ng è un tool a riga di comando che ci consente di stressare il nostro processore, memoria ram, hard disk o unità a stato solido eccper verificare che il nostro pc funzioni correttamente anche quando viene messo a “dura prova”.
Particolarità di stress-ng riguarda soprattutto le tante opzioni dedicate che ci consentono di poter effettuare test mirati per ogni singolo componente, esempio possiamo gestire i carichi di lavoro della cpu, operare nella velocità di scrittura e lettura del nostro hdd o sdd ecc.

stress-ng - opzioni

– INSTALLARE STRESS-NG

stress-ng è un tool incluso nei repository ufficiali di Debian 8 Jessie e SID, e in Ubuntu 14.10 Utopic, per le versioni precedenti basta scaricare il pacchetto deb dedicato da questa pagina o in alternativa installare i PPA lffl packagedigitando da terminale:

sudo add-apt-repository ppa:ferramroberto/lffl
sudo apt-get update
sudo apt-get install stress-ng

al termine dell’installazione basta avviare stress-ng seguita dalle varie opzioni.

Esempio (consigliato dai developer del progetto stress-ng) basta digitare:

stress-ng --cpu 1 --vm 1 --hdd 1 --fork 1 --switch 1 --timeout 10 --metrics

per conoscere tutte le opzioni disponibili basta digitare:

stress-ng -h

Ringrazio il nostro lettore Giuseppe Z. per la segnalazione

Home stress-ng

NBWMON MONITORARE LA CONNESSIONE INTERNET DA TERMINALE LINUX

nbwmon è un semplice tool che ci consente di monitorare la connessione internet da terminale Linux, ecco come installarlo.

 

nbwmon in Ubuntu Linux
Nei repository delle principali distribuzioni Linux troviamo diverse applicazioni, tool ecc dedicati al monitoraggio del nostro sistema operativo. Inoltre possiamo tenere sempre sotto controllo la nostra connessione internet grazie a diversi progetti dedicato come ad esempio l’applet Netspeed, Download Monitor, IPTraf, Netactview e molti altri ancora.
Possiamo inoltre monitorare la nostra connessione direttamente da terminale grazie al nuovo tool open source denominato nbwmon, sviluppato da un developer di Arch Linux.

nbwmon (ncurses bandwidth monitor) è un semplice tool che ci consente di avere informazioni dettagliate ed in tempo reale sulla nostra connessione internet direttamente da terminale. Supporta qualsiasi tipo di connessione come ad esempio Wireless, Ethernet o Internet Mobile e dispone di diverse personalizzazioni oltre ad uno strumento per rilevare automaticamente la tipologia di connessione attiva importando automaticamente il tool.
Grazie a ncurses, nbwmon dispone di grafico della larghezza di banda inoltre avremo a disposizione dettagli come la velocità di upload e download attuale, media e massima oltre al traffico totale.
ncurses si adatta automaticamente alla finestra avviata, scalando i vari grafici e ridimensionando i vari dettagli della connessione.

nbwmon in Arch Linux

– INSTALLARE NBWMON

nbwmon è disponibile per Arch Linux attraverso AUR, basta digitare da terminale:

yaourt -S nbwmon

e confermiamo la compilazione ed installazione del software.

Per le altre distribuzioni è possibile compilare il nbwmon da sorgenti, per semplificare il tutto abbiamo già compilato il tool e creato i binari sia per 32 che 64 bit.

Basta digitare da terminale:

Per Linux 32 Bit

cd 
wget 
http://sourceforge.net/projects/linuxfreedomfor/files/Linux/nbwmon%20bin/32bit/nbwmon
sudo mv nbwmon /usr/bin/nbwmon
sudo chmod +x /usr/bin/nbwmon

Per Linux 64 Bit

cd 
wget 
http://sourceforge.net/projects/linuxfreedomfor/files/Linux/nbwmon%20bin/64bit/nbwmon
sudo mv nbwmon /usr/bin/nbwmon
sudo chmod +x /usr/bin/nbwmon

non ci resta che avviare il terminale e digitare:

nbwmon

per avviare il tool, per terminare nbwmon basta chiudere il terminale o digitare Ctrl + c

nbwmon dispone anche di alcune personalizzazioni / opzioni da inserire dopo il comando:

-n nessun colore
-u unified graphmax
-i interfaccia di rete
-d secondi per l’aggiornamento
-l altezza del grafico

esempio se vogliamo monitorare la connessione Wireless (wlan0) ed eseguirne l’aggiornamento ogni secondo basta digitare:

nbwmon -i wlan0 -d 1

Home nbwmon

F3 TROVARE E RIPARARE ERRORI VARI IN PENDRIVE USB, MEMORIE ECC CON LINUX

F3 è un software che ci consente di riparare la nostra pendrive USB, memoria SD ecc con Linux, ecco come fare…

 

F3 in Ubuntu Linux
Le memorie SD, microSD, pendrive USB hanno preso il posto dei vecchi CD / DVD consentendoci di avere unostorage portatile con il quale salvare, rimuovere, modificare i nostri file preferiti. Può capitare però che continuando ad utilizzare una pendrdive, memoria SD ecc si rischi di perdere dei dati oppure di trovare lo spazio disponibile inferiore o peggio ancora che la memoria diventi illeggibile a causa di alcuni errori nel file system. Per verificare e soprattutto riparare i più diffusi errori riscontrati in pendrive USB, memorie SD, microSD ecc possiamo utilizzare F3 (Fight Flash Fraud or Fight Fake Flash) ossia la migliore alternativa open source per Linux di H2testw (noto software proprietario disponibile solo per Microsoft Windows.)

F3 è un software open source a riga di comando che fornisce due utili tool indipendenti: f3write e f3read con i quali potremo verificare e correggere vari errori di lettura, scrittura, del file system ecc inclusi in una memoria Flash come ad esempio pendrive USB, microSD ecc.

Il tool f3write riempie l’intera memoria disponibile nella memoria Flash di file da 1 GB denominati 1.h2w, 2.h2w ecc, al termine il software verificherà i file controllando che siano correttamente salvati segnalandoci eventuali errori, oltre ad informazioni varie sullo storage come velocità di lettura, scrittura, ecc.
Il tool f3read verifica invece i vari settori della pendrive correggendone eventuali errori. I due tool sono progetti indipendenti dato che il primo effettua solo una verifica dello stato della nostra memoria, il secondo invece oltre alla verifica ne corregge anche eventuali error.

F3 è un software che ci consente di correggere errori della memoria flash, se questa è inaccessibile non potremo operare in essa e quindi ripristinarla correttamente (in questi caso l’unico rimedio è gettare la pendrive e comprarne una nuova).

f3read in Ubuntu Linux

– INSTALLARE F3

F3 è disponibile nei repository ufficiali delle principali distribuzioni Linux,

Per installare F3 in Debian, Ubuntu e derivate basta digitare da terminale:

sudo apt-get install f3

Per Ubuntu possiamo installare la nuova versione 3.0 di F3 (che include il supporto per Windows/Cygwin e altre migliorie) scaricando i pacchetti debdisponibili in questa pagina.

Per installare F3 in Fedora:

sudo yum install f3

F3 è disponibile per Arch Linux, Manjaro e derivate attraverso AUR.

Al termine dell’installazione basta inserire la pendrive USB, memoria SD ecc da analizzare / riparare, una volta inserita avviamo il file manager e copiamone il percorso (di norma /media/username/ecc) e digitiamo da terminale:

f3read percorso_memoria

esempio per /media/45B9-B05C/ basta digitare:

f3read /media/45B9-B05C/

Per maggiori informazioni su F3 (Fight Flash Fraud or Fight Fake Flash) consiglio di consultare la home page del progetto.

UBUNTU: UNIRE, DIVIDERE, ESTRARRE IMMAGINI ECC DOCUMENTI PDF DA TERMINALE CON POPPLER UTILS

In questa guida vedremo come possiamo operare facilmente un documento PDF da terminale Linux grazie alla raccolta di strumenti Poppler Utils

 

Poppler Utils in Ubuntu Linux
La maggior parte delle distribuzioni Linux forniscono il supporto per la riproduzione di documenti in formato PDF. Possiamo inoltre crearli grazie anche alla stampante “virtuale” inclusa di default in molte distribuzioni Linux (compreso Ubuntu e derivate) operare in PDF grazie a numerose applicazioni e tool dedicati come ad esempio Poppler Utils.
Preinstallata in Ubuntu e molte altre distribuzioni Linux, Poppler Utils ci consente di poter unire, dividere, estrarre immagini, testo ecc  da documento PDF con estrema facilità direttamente dal nostro terminale.


Poppler Utils è una raccolta di strumenti open source per editare documenti PDF che include:

  • pdffonts – strumento per analizzatore tipi di font presenti in un PDF
  • pdfimages – estrattore di immagini da PDF
  • pdfinfo – informazioni su documenti,
  • pdfseparate – strumento di estrazione di pagine,
  • pdftocairo – convertitore da PDF a PNG/JPEG/PDF/PS/EPS/SVG
  • pdftohtml – convertitore da PDF a HTML,
  • pdftoppm – convertitore di PDF in immagini PPM/PNG/JPEG,
  • pdftops – convertitore da PDF a PostScript (PS),
  • pdftotext – estrattore testo
  • pdfunite – strumento per unione di documenti

Semplice e davvero molto utile, con Poppler Utils possiamo facilmente unire due o più documenti PDF semplicemente digitando:

pdfunite in1.pdf in2.pdf pdfcompleto.pdf

dove al posto di in1.pdf in2.pdf ecc metteremo i nomi dei documenti da unire per ultimo dovremo inserire il nome del documento finale con .pdf.

per dividere un documento in più pagina basta digitare:

pdfseparate -f 2 -l 4 in.pdf pagina%d.pdf

dove dovremo inserire in in.pdf il documento da elaborare in -f il numero della pagina dalla quale iniziare la separazione e -l la pagina finale ed infine il comando pagina%d.pdf.

se vogliamo convertire un documento PDF in HTML ad esempio basta digitare:

pdftohtml lffl.pdf lffl.html

e cosi via.

Poppler Utils è un tool già incluso in Ubuntu possiamo verificarlo digitando:

sudo apt-get install poppler-utils 

Per installare Poppler Utils in Fedora:

sudo yum install poppler-utils 

Per installare Poppler Utils in Arch Linux:

sudo pacman -Sy poppler

Home Poppler

Come effettuare una formattazione a basso livello da Ubuntu

FONTE: http://www.chimerarevo.com/formattare-basso-livello-ubuntu/

samsung_hard_disk_ibrido_160gb

Per cancellare completamente il nostro disco rigido, rendendo irrecuperabili i dati in esso contenuto, è richiesto spesso il download di tools specifici in base al nostro modello di hard disk, ma tali tools non sono compatibili con tutti i modelli di disco e/o sono poco amichevoli da usare. Tecnicamente uno dei metodi per cancellare il disco senza lasciare alcuna traccia recuperabile è la formattazione a basso livello. In questo articolo vi mostreremo una procedura “semplificata”, dove riusciremo a ottenere dei buoni risultati agendo dentro un ambiente amichevole come la Live CD di Ubuntu, senza alcun problema di compatibilità con i dischi e in un ambiente decisamente più confortevole.

 

Download ed avvio Live CD

Scarichiamo la ISO di Ubuntu dal sito ufficiale:

Selezione_024

Per i nostri scopi va benissimo anche la versione da 32bit, il procedimento è identico su qualsiasi piattaforma. Possiamo utilizzare il link diretto oppure scaricare la ISO tramite protocollo BitTorrent. Una volta scaricata, masterizzate il tutto su CD, impostiamo la lingua italiana e selezioniamo Prova Ubuntu:

Selezione_025

Arriveremo infine al desktop del Live CD:

Selezione_026

Identificazione disco rigido da cancellare

Il primo step fondamentale è riconoscere con estrema precisione il nome e il percorso di mount dell’hard disk da cancellare; per farlo possiamo farci aiutare da Gparted, già presente nella distribuzione. Cerchiamo nella Dash di Ubuntu il programma citato poc’anzi:

Selezione_028

All’interno del programma andiamo a riconoscere il nome e il percorso preciso del disco interessato (sia esso interno o esterno). Aiutiamoci nel riconoscimento osservando la capienza e buttando un occhio alle partizioni già presenti oppure, se siete dei tipi un po’ più amanti del terminale, potete usare il comando fdisk -lper identificare l’HD:

Selezione_029

Nel mio caso il nome dell’hard disk è /dev/sda, che ritroviamo nel 99% dei casi (in altri scenari potrebbe essere assegnato sdb o hda, in base a quanti dischi rigidi sono presenti nel sistema). Segniamoci attentamente il nome del disco da eradicare e chiudiamo il programma. Sempre nella Dash di Ubuntu cerchiamo ed avviamo il terminale:

Selezione_027

La finestra violacea sarà il nostro “banco di lavoro”.

Cancellazione sicura del disco tramite comando dd

Il tool che andremo a sfruttare è uno degli strumenti più versatili e potenti inclusi all’interno di una distribuzione GNU/Linux: dd (dataset definition). Sono davvero infiniti gli scenari in cui questo tool mostra la sua utilità, e tra queste spicca anche la formattazione a basso livello (a zero filling o a riempimento casuale).

ATTENZIONE: dd è uno strumento altamente distruttivo, se maneggiato erroneamente renderà irrecuperabile qualsiasi bit passato al suo setaccio. Agite con estrema cautela!

Con il percorso del nostro disco rigido (nel mio caso /dev/sda) e con il terminale pronto all’uso digitiamo il seguente comando

sudo dd if=/dev/zero of=/dev/sda bs=512

ovviamente sostituiamo /dev/sda con il percorso del nostro disco rigido scelto. Il funzionamento del comando indicato è semplice: abbiamo ordinato a dd di riempire ogni settore del disco con uno zero, sostituendo ogni cosa che trova e azzerando la struttura del file system eventualmente presente. Tale procedura è nota come zero-filling. In alternativa possiamo usare dei dati casuali al posto degli zeri per riempire i settori

sudo dd if=/dev/urandom of=/dev/sda bs=512

Con tale comando ordiniamo a dd di riempire con dati assolutamente casuali (0 e 1 senza alcuna codifica) per sovrascrivere efficacemente ogni settore del disco. Entrambe le procedure sono valide e ugualmente efficaciIl processo è davvero molto lungo, anche con i moderni SSD e CPU quad-core (anche più di 3 ore): quindi mettetevi comodi oppure avviate tale procedura durante la notte! Il risultato finale sarà un disco ben eradicato, senza alcuna struttura logica (niente MBR e Tabella partizioni, da creare a parte se interessati) come appena uscito di fabbrica!

È possibile recuperare i dati cancellati con questo metodo?

Con i normali strumenti di recupero file (Recuva per esempio) decisamente no. In ambito professionale e forense esistono programmi speciali e molto costosi che “leggono” le impronte magnetiche (nel caso degli HDD) o elettriche (nel caso degli SSD) lasciate da un singolo bit eradicato con la formattazione a basso livello, rendendo possibile il recupero del bit (e del file finale) in un buon 52% dei casi. Tale percentuale si abbassa notevolmente se il processo di formattazione a basso livello viene ripetuto numerose volte: si consiglia di utilizzare almeno 7 passaggi di dd per eradicare per bene ogni traccia di file o dati sensibili da un disco rigido da riciclare; ma se non avete segreti militari da nascondere, un passaggio di dd è più che sufficiente, specie se il disco verrà subito riutilizzato (verranno progressivamente sovra-scritte le impronte ancora presenti).

Linux e il terminale: i comandi che tutti dovrebbero conoscere

FONTEhttp://www.chimerarevo.com/2012/09/15/linux-e-il-terminale-i-comandi-che-tutti-dovrebbero-conoscere/

Avevo perso nel DB questa mia pagina ma girovagando sono riuscita a ritrovarla grazie ad un trackback al mio vecchio blog su wordpress.com! Ho pensato di racchiudere in questa pagina tutti i comandi Linux che ogni utente dovrebbe sapere per potersi destreggiare in modo semplice ed efficace con questo sistema operativo che può sembrare difficile ma non lo è. Se la lista è priva di qualche comando, potete segnararlo voi e io lo aggiungerò. Naturalmente la lista sarà sempre aggiornata se mi accorgerò di alcune mancanze. Molti comandi sono già stati trattati da altri blog o utenti,le fonti sono varie ma un ringraziamento particolare va a nakinub.

Prima di proseguire, ci tengo a precisare che da terminale potete digitare:

man nomecomando

Per avere accesso alla documentazione e alla spiegazione del comando specificato. In questo modo potrete anche conoscere le opzioni che ogni comando mette a disposizione, e credetemi sono fondamenali!

File e Directory :

  • cd : cambia la directory corrente.
  • ls : mostra il contenuto di una directory ( simile al dir di Windows ).
  • cp : copia file e/o directory.
  • mv : muove o rinomina un file o una directory.
  • rm : cancella file e directory.
  • mkdir : crea una directory.
  • ln : crea link a file e directory.
  • pwd : mostra la directory corrente.
  • chmod : modifica i permessi di accesso di un file.
  • chown : cambia il proprietario di un file.
  • cat : mostra il contenuto di un file.
  • find : cerca un file tra le directory.
  • vi : richiama un editor di testo,vi appunto.
  • tail : restituisce l’output delll’ultima parte di un file.
  • head : estituisce l’output della prima parte di un file.
  • locate/slocate : permette la ricerca di un file.
  • updatedb : aggiorna/crea il database per permettere la ricerca con locate/slocate.
  • import: permette di catturare lo schermo intero, una singola finestra e lo salva in un file immagine, insomma, salva tutto ciò che è visibile sul server X e lo salva in un file immagine.
  • startx : avvia l’ambiente grafico (X Window System).
  • date : mostra la data.
  • gzip : comprime e decomprime file .gz.
  • tar : crea backup di file (file .tar).
  • more : separa l’output in piu’ pagine (anche less).
  • reset : resetta il terminale alle impostazioni iniziali.
  • lynx : browser web solo testo.
  • zip : comprime i file .zip.
  • unzip : decomprime i file .zip.
  • tree : serve ad esplorare in maniera grafica “ad albero” una directory.
  • pstree : dipendenza dei processi ad albero.
  • at : permette di eseguire un comando specificato ad una certa ora(man at per +info).

Sistema :

  • halt : chiude il sistema.
  • reboot : riavvia il sistema.
  • hostname : mostra e cambia il nome dell’host.

Filesystem,  processi e memoria :

  • df : mostra lo spazio libero sul disco fisso.
  • free : mostra lo stato della memoria.
  • mount : monta un filesystem.
  • umount : disattiva un filesystem.
  • ps : visualizza l’elenco dei processi correnti.
  • kill : invia un messaggio (TERM di default) ad un processo. Utile per killare i processi.
  • history : visualizza la cronologia di tutti i comandi utilizzati
  • top: visualizza lo stato dei tasks (che potremmo generalizzare come “processi”) all’interno del sistema. Con i dovuti parametri può restituire in output informazioni molto dettagliate.

Ottenere ulteriori informazioni :

  • man : mostra le pagine della guida sul comando che lo segue.
  • info : sistema di consultazione dei manuali tramite ipertesti.
  • help : richiama l’help per i comandi builtin della shell.

Variabili di ambiente predefinite:

  • $HOME pathname della home directory
  • $PATH lista dei direttori dove la shell, dopo l’inserimento di un comando, cerca il programma da eseguire
  • $MAIL pathname della mailbox dell’utente
  • $USER user-id dell’utente
  • $SHELL pathname della shell di login
  • $TERM tipo del terminale corrente

Consigliati da voi:

ziriuz84 consiglia:

  • whatis stringa: cerca nel database whatis il comando ’stringa’.
  • apropos stringa: cerca nel database whatis i comandi contenenti ’stringa’

Giornale di sistema consiglia:

  • whereis stringa:Fornisce nell’ordine ilpercorso relativo a tutti gli eseguibili di un comando (nel caso ce ne fossero installate più versioni);
    • al suo sorgente
    • alla sua pagina man
  • whichstringa: Fornisce il percorso relativo all’eseguibile che viene effettivamente avviato (utile se ci sono più versioni installate e non sappiamo quale venga eseguita).

Davide B. consiglia:

  • netstat: controlla lo stato della rete, del routing e delle periferiche di rete in generale. Può visualizzare inoltre lo stato delle porte di sistema con informazioni dettagliate, come ad esempio quali demoni le utilizzano. D’obbligo leggere la pagina di manuale (man netstat) per dare un occhio ai parametri.
  • less <input>: abbastanza simile a more, separa in pagine il contenuto del file/stringa dato in input. La differenza con more è che permette la navigazione all’interno dell’output (si nota immediatamente perchè è possibile andare sia avanti che indietro), e supporta la maggior parte di comandi di vi (less è una sorta di “vi” in sola lettura).

Vi ricordo inoltre che potete consultare la pagina delle 69 Cheat Sheet per Linux per avere ulteriori approfondimenti in modo schematico,veloce e intuitivo oppure questo file di testo di Davide Alberani che è davvero molto ben organizzato nonché completo.

Frequently Use Linux Command Line

FONTE: http://www.ivankristianto.com/os/ubuntu/frequently-use-linux-command-line/1362/

Even now Linux have good desktop software like Gnome or KDE i often use Linux command line to configure and doing my work on Linux especially Ubuntu as my favorite distro. For example, writing a code and text i often use vim from shell and sometimes use modified Gedit. I found that using Linux command line much faster and lightweight. And for configuring a Linux server that far away, it’s a must for you to do it from Linux shell or ssh. And it’s fun to play with the Linux command line. And below i want to share with you, frequently use Linux command line.

arch – Outputs the processor architecture.
cat – Outputs the contents of a file.
cd – Change the working directory.
chgrp – Change group ownership of files.
chmod – Change access permissions of files.
chown – Change file owner and group.
cksum – Print CRC checksum and byte counts of each file.
cp – Copies a file.
date – Outputs the current date and time.
df – Reports the amount of disk space used and available on filesystems.
du – Estimate file space usage.
echo – Display a line of text.
exit – Exit from shell
fgrep – Print lines matching a pattern in a file.
find – Search for files in a directory hierarchy.
free – Display amount of free and used memory in the system.
grep – Print lines matching a pattern.
groups – Outputs the user groups of which your account belongs to.
head – Output the first part of files.
hostname – Outputs the machines hostname on the network.
id – Outputs user id, group id, and groups of your account.
kill – End a process.
killall – Kill processes by name.
last – Show listing of last logged in users.
ldd – Print shared library dependencies.
ln – Make links between files.
ls – List directory contents.
man – Opens the manual page for a software or function.
md5sum – Outputs the MD5 hash sum of a file.
mkdir – Makes a directory.
mv – Moves a file.
nl – Number lines of files.
nm – List symbols from object files.
od – Dump files in octal and other formats.
pidof – Find the process ID of a running program.
ping – Pings a host.
ps – Outputs running processes.
pstree – Display a tree of processes.
pwd – Outputs the name of current working directory.
reboot – Reboot the system.
rm – Removes a file or directory.
rmdir – Removes a directory.
sed – Stream editor for filtering and transforming text.
sha1sum – Outputs the SHA1 hash sum of a file.
shutdown – Bring the system down in a secure way. All logged-in users are notified that the system is going down.
size – List section sizes and total size.
stat – Outputs file status.
strings – Print the strings of printable characters in files.
tail – Output the last part of files.
talk – Talk to another user.
touch – Change a file’s access and modification timestamps. If file does not exist, create it.
tty – Outputs the name of the current terminal.
uname – Outputs operating system, hostname, kernel version, date and timp, and processor.
uptime – Outputs the system uptime.
users – Print the user names of users currently logged in to the current host.
vdir – List directory contents.
w – Show who is logged on and what they are doing.
wall – Send a message to everybody’s terminal.
wc – Counts lines in a file.
whatis – Search the whatis database for complete words.
who – Outputs who is currently logged into the system.
whereis – Locate the binary, source, and manual page files for a command.
whoami – Outputs your username / the name of your account.

If you have more that i missed. Please add it to the comment below. Thanks.